Chiudere o rinnovare un ufficio significa liberarsi di tre cose molto diverse fra loro: arredi, apparecchiature elettroniche e carta. Ognuna ha regole sue, e la terza — l'archivio — è quella che crea più problemi, perché non si può semplicemente buttare.

L'archivio prima di tutto
Faldoni, pratiche, contratti e documenti contabili non sono rifiuto ordinario: contengono dati e hanno obblighi di conservazione. Prima dello svuotamento serve una decisione su cosa conservare, cosa trasferire e cosa distruggere, presa da chi in azienda ha titolo per farlo. È un passaggio che richiede giorni, non ore: va avviato appena si fissa la data di riconsegna del locale.
Apparecchiature e postazioni
Computer, monitor, stampanti, telefoni, gruppi di continuità e apparati di rete rientrano nei RAEE professionali e seguono un percorso separato dagli arredi. Prima del conferimento vanno rimossi i dati dai dispositivi che li contengono: è responsabilità dell'azienda e va programmato prima, non nel caos dell'ultimo giorno.
Arredi: quasi mai si rivendono
Scrivanie, cassettiere, armadiature e sedute operative hanno un mercato dell'usato molto ridotto, tranne casi particolari. Se una parte è ancora in buono stato vale la pena separarla per una donazione, altrimenti si tratta come ingombrante. Gli armadi metallici e le pareti divisorie si smontano sul posto: occupano meno e passano dove interi non passerebbero.
L'edificio detta i tempi
Negli stabili direzionali contano montacarichi da prenotare, fasce orarie di carico, accesso dei mezzi all'area di scarico e la presenza di altre attività ancora operative. Va tutto concordato con l'amministrazione prima di fissare l'intervento: sono i vincoli che più spesso costringono a spostare la data, non il volume.
Sgombero o trasloco?
Se l'attività si sposta e gli arredi seguono, il lavoro è un trasloco di ufficio con una parte di scarto. Se il locale chiude, è uno sgombero puro. Nella maggior parte dei casi è un misto: si separa alla partenza, si porta a destinazione ciò che serve e si conferisce il resto, eventualmente tenendo in deposito quello che non ha ancora una collocazione.
Il conto alla rovescia della riconsegna
Quando c'è una data di riconsegna del locale, il vincolo è doppio: liberare gli spazi e lasciarli nelle condizioni previste dal contratto. Le due cose non coincidono. Rimuovere pareti divisorie, staccare insegne, smontare cablaggi a vista o ripristinare pavimentazioni sono lavori a sé, che vanno chiariti prima e con chi ne ha la responsabilità. Chi arriva all'ultima settimana senza aver deciso l'archivio e senza aver verificato queste voci si trova quasi sempre a chiedere una proroga.
Indica metratura, numero di postazioni, presenza di archivio e data di riconsegna: richiedi una valutazione.